Se sta mai coi man in man…
ATTENZIONE: questo post contiene tracce di riflessioni intellettuali e pensieri contorni, al limite della schizofrenia.
Questa città comincia ad entrarmi sotto pelle.
L’impatto, che ho già provato più volte, non è mai facile… chi come me ama l’aria, gli alberi, le camminate notturne, la vita “lenta”, quando arriva in Centrale a Milano non riesce a sentire nessun’altra voce, se non quella che ritmicamente dice “torna a casa…torna a casa…”
L’uomo è comunque un animale addomesticabile, e così finisci ad alzarti alle 8 di mattina (normale, dirà qualcuno…), a correre come loro, a prendere la metro anche per fare 500 metri…
finisci a sorridere e quasi a commuoverti quando due zingari, fisarmonica alla mano, intonano nella linea gialla “Besame mucho” seguita da una struggente “O mia bela Madunina”…
Mi viene alla mente la “Imagine” intonata da un clochard nella metro parigina…
Ecco, la metro… questo serpentone sotterraneo che sembra unire virtualmente le città…
Puoi sentire gli odori di milioni di persone.
Ma non puoi afferrarli. Viaggiano, più veloci dei treni, insieme a tutte le facce a cui sorridi, probabilmente per la prima e unica volta.Non importa che tu sia a Parigi, Milano, Stoccolma o New York… sei nella metro, e tanto basta…puoi perderti, non trovare l’uscita, fare fatica a capire che direzione prendere, ma non importa: sei nella metro e ti senti a casa…la conosci già, o ti sembra di esserci già stato… almeno è ciò che capita a me.
Si parlava tempo fa con un amico… la bellezza delle città è quella nascosta, non quella scontata di Firenze, forse nemmeno quella lampante di Parigi… gli angoli segreti, i posti a cui non fai caso mentre cammini, quelli sono i luoghi da ammirare. La Milano grigia, la Milano borghese, dei bocconiani, di Berlusconi e della moda…forse non è la vera Milano.
I palazzi in pieno centro di Caccia, di Asnago&Vender, di Luigi Moretti (fascistissimo…) rientrano in quella categoria di luoghi leggeri (non in senso architettonico), a prima vista normali, che non noti quando vivi questa città, con la testa bassa e gli “Yo la tengo” nelle orecchie…salvo poi alzare gli occhi, per osservare il cielo…
In ogni caso la lezione di Storia dell’architettura di oggi mi sta facendo riflettere…
Quanto posso metabolizzare l’arte o l’architettura nata sotto un regime di destra? Può veramente un’ideologia assolutista e dittatoriale dar vita a innovazioni in campo artistico/culturale (vedi Fontana di Trevi in rosso)?
Ah ah, già vedo “qualcuno” alzarsi dalla poltrona e darmi del “Coglione!”…In ogni caso…rifletterò nei prossimi giorni…qua si studia!!!
Botta.
[audio:http://www.piergiorgioitaliano.com/blog/audio/H.mp3]
Oh, Domenica! Oggi mi sento naif…
Ho fatto un sogno strano, che mi ha fatto pensare a cose che avrei voluto tanto dimenticare. Mi si sono fissati i Belle and Sebastian in testa. Ho smontato gli armadi e adesso la camerina sembra più accogliente.
E’ finito il vagabondare.
Venerdì siamo entrati in casa, per adesso è un pò troppo bianca, ma troveremo il tempo di rivoltarla.
Unica nota negativa (come dice Anna, purtroppo è il compromesso tra me e Milano…) mi sono ammalato…tre viaggi, tre convalescenze.
Ah, il mio Nokia, dopo anni di fedele servizio, ha deciso di andare in pensione. Per fortuna il Sig. Fastweb ci ha prontamente attivato la connessione (nome in codice “Ricciotti”) e così non mi sento tanto fuori dal mondo.
Ma perchè nessuno lascia più commenti da quando ho cambiato grafica al blog? Ci sarebbe da fare un’indagine semiotica sul caso…
O AL MASSIMO SCRIVETE DUE STRONZATE E MI RICREDERO’! Porcavacca.
PS: Le mie più sentite condoglianze ai familiari di Ozzy (il pesce)…ci mancherai…
Riflessioni di fine settimana.

Sto pian piano ricominciando.
Finalmente ho iniziato a seguire le lezioni in Bovisa…non c’è che dire, i miei dubbi stanno scomparendo…l’ambiente è fantastico, e presto avrò anche un tetto…era ora!
Il primo giorno è stato meraviglioso…seminario sui LED, con annesso pisolino del sottoscritto (si, dormivo proprio!!!)…coffee break offerto dal Polimi (cornetti al cioccolato, caffè e succo all’arancia)…chiacchiere con Virna, Anna e le mie future coinq.
Mi accorgo sempre di più che 24 ore al giorno non mi bastano…
Devo andare al’università, vorrei continuare a fotografare con maggiore regolarità…riprendere a suonare…e magari trovare un lavoretto…
Lo so, non ce la farò mai!…però ci provo, le sfide non mi hanno mai spaventato.










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